Storia - La Carta di Regola

dal libro "Tuenno ieri e oggi"

 

IL COMUNE E LE REGOLE

 

Come in tutte le regioni alpine, anche nella Val di Non, predomina sull'area coltivata la piccola proprietà coltivatrice e sulla restante estensione il demanio comunale. I coltivatori erano proprietari di piccole particelle. La popolazione della valle ebbe molto a soffrire a iniziare dal secolo XIV per le aspre lotte tra i nobili e per la peste.


I privilegi del clero e dei nobili, le violenze, i soprusi, le ingiustizie dei signorotti rapaci e prepotenti stancarono la lunga pazienza dei contadini e fecero scoppiare le rivolte popolari degli anni 1407, 1477, 1525, e i paesi furono funestati da orribili fatti di sangue, da rapine e saccheggi. Con la rivolta del 1525 i Trentini si uniranno ai Tirolesi in un'azione unitaria contro il potere centrale che vuole soffocare le autonomie valligiane, come avverrà poi nella insurrezione hoferiana. Dopo ogni rivolta, anche se repressa duramente, vi era, tuttavia, una riconferma e un riconoscimento di antiche consuetudini. Ogni villaggio, infatti, aveva creato per la difesa e la disciplina degli interessi locali un organismo "le regole" che consistevano nell'assemblea di tutti i capi famiglia (esclusi i nobili) del paese per discutere i problemi rurali e prendere le relative decisioni. Veniva eletto il regolano per la durata di un anno: egli non poteva rifiutare l'incarico. Per secoli le norme amministrative non erano scritte, ma tramandate a viva voce. Le norme generali vennero codificate in una Carta di regola del 1592: questa Carta è scritta in italiano, è ottenuta da altra Carta di regola più antica, e si trova nella Biblioteca del Ferdinandeo di Innsbruck. Presso la Biblioteca civica del comune di Trento vi è la Carta di regola del 1759 che ripete quella precedente con minime variazioni.


Le regole fissavano norme di ordine agrario, limitava o impediva il trasferimento di proprietà dai contadini ai nobili. Le regole si occupavano dei beni silvo-pastorali della comunità e destinati al fabbisogno delle famiglie. La nobiltà e il clero rispettarono la stabile aggregazione dei beni silvo-pastorali, per motivi politici, ma anche economici. I coltivatori avrebbero svalutato i poderi dei nobili, se all'azienda agricola non fosse stato unito l'uso gratuito del pascolo, della legna, dello strame e dei sassi. I contadini sono sempre stati gelosissimi dei diritti di collettivo godimento, per ragioni di esistenza, dei beni comuni. Soltanto se vi erano motivi di vitale interesse si potevano alienare beni collettivi.


Questa situazione durò fino alla rivoluzione francese, che liquidò gran parte del passato, permettendo ai contadini l'integrale acquisto della terra. I contadini però si ingolfarono di debiti sia per l'acquisto della terra sia per le aumentate tasse comunali e spese familiari (scuole, medici, ospedali, viaggi, liti, vestiario, ecc.). Le tasse comunali erano aumentate anche per l'esigenza di pagare l'acquedotto di Tovel.


I piccoli proprietari furono tolti da questa difficile e intricata situazione dalla possibilità di emigrare. Con le economie realizzate sui lavori di costruzioni ferroviarie e quindi in America, si pagarono i debiti, si acquistarono altre particelle bonificando i terreni.

 

LA CARTA DI REGOLA DEL 1759
LA CARTA DI REGOLA DEL 1759 
  

1

        Primieramente s'ordina, e statuisce, che in detta Comunità di Tuenno ogni anno nel giorno di santo Marco  si debba convocare tutta la Regola per li saltari, che à quel tempo sarano, e fatta la con­gregazione del Regolano, Giurati, e tutto il popolo, dovendo li Giurati esser due per li quatro quartieri, che cosi sarano otto Giurati, due di Dausinà, due in Salamna, due in Cazuffo, e due in Menavilla, e cia­scuno di loro presentare debba il suo precesore per l'anno seguente quali possia prestar debbino il giuramento in mani del Regolano di buon governo d'essa Vicinia, e non comparendo fatta l'ellezione deb­bano esser citati dal saltaro avanti il Regolano, e non comparendo inco­rirano nella pena de Ragnesi uno per ciascheduno, nella quale inco­rarano anco quelli, che ricusarano d'accettar l'officio di Giurato d'ap­plicarsi la metà alla Regola, e l'altra metà alla Comunità quall'ellezione di Giurato andrà in rotolo [turno] sopra le case di cadauno vicino principiando da capo di cadauno colomello.

 

2

        Si determina, che il luogo dei congressi Regolari sarà la publica Piazza presso la casa Cova e dove aparerà più espediente al Regolano e Giurati secondo la qualità del tempo.

 

3

        Che ogni volta sarà comandata la regola il Regolano, e Giurati al sono delle campane ritrovarsi debbano al luogo della Regola sotto pena di mezzo Ragnes d'applicarsi alla Comunità, e cosi anco man­cando li fattori.

 

4

        Che ogniuno avisato da Vicini comparer debba al tocco delle campane in Regola, e doverà balotar occorendo in caso di discrepanza da pareri sotto pena de troni 2-3 per cadauno d'applicarsi alla Co­munità, e Regola; e li saltari doverano avisar tutti ostiatim sotto pena di Ragnesi uno d'applicarsi un terzo all'accusatore, e l'altri due alla Regola, e Comunità.

 

5

        Che niuno de Vicini ardisca in ingiuriarsi sopra la Regola con dar mentita, e parole ingiuriose sotto pena de troni 5 d'applicarsi alla Comunità, e Regola.

 

6

        Che niuno ardisca portar arme in Regola di sorte alcuna sotto pena di Ragnesi l per cadauna volta, e se ne sarà avisato, se gli possa cometter pena di un Ragnes, che abbia a deponer tal'armi, e non obe­dendo sarà punito nella sudetta pena d'un Ragnes d'applicarsi un terzo all'accusatore, ed il resto alla Comunità, e Regola.

 

7

        Item, che nel giorno di domenica prosima susseguente all'Assensione di Nostro Signore si convochi tutto il popolo ostiatim dalli saltari in Regola, alla quale comparir debbino li due Giurati di ciascun colomello novamente eletti insieme con li loro antecessori, a quali di novo eletti il Regolano, e Giurati dell'anno precedente rinonciar deb­bano l'officio loro, e participato al consenso del publico, e de Vicini presenti si elega uno de detti otto giurati qual esser debba Regolano, ed abbi il manegio, e governo della Comunità prestando il giuramento in mani dell'antecessore Regolano in capo.

 

8

        Item che se alcuno de Giurati non potesse intervenire alla Re­gola per qualche legitima causa debba deputar uno in suo nome a qual darasi il giuramento volendo far qualche dichiarazione, e contrafacendo incorri nella pena del terzo capitolo, ed il Regolano ne deputerà un'al­tro a sue spese.

 

9

        Item, che niuno possi essser accettato nell'officio di Regola massime dove si ricerca il giuramento, se sarà minore d'anni venticinque, e figlio di famiglia, ne doverà esser sotoposto alla podestà paterna.

 

10

        Che nel giorno di sto. Michele s'ellegino in publica Regola tre saltari di campagna, quali debbino osservar le vigne, e campagna, uno per la campagna di Dampra dalla via dei Boscati sino a St. Seba­stiano, l'altro per Coltura dal rivo della Casonzela andando fino alla Fosina, e fino alla via del boscho, o sia alla Lavina, ed il terzo di Talavo per il restante della campagna, quali debbano piantar tre tezze nel principio di Maggio una alla Mosna, l'altra alla viota di Zander, e l'altra su Lorè in pena de troni 5 per cadauno d'esser applicato alla Comunità.

 

11

        Item che s'uno, o più, a quali appartenerà far alcuna di detta saltaria, non sarà conosciuto atto, e sufficiente, che alla Vicinia s'aspetti di deputarne un altro in suo luogo statuendoli condecente salario d'es­sere pagato per quello, a quale s'aspettava detta saltaria.

 

12

        Item, che il saltaro della campagna di Talavo sia obbligato accompagnare la vogara delle armente non solo nell'andare, ma ben'anco nel ritornare dal pascolo sino al principio del Palù, ovvero sino in Valrosa secondo la qualità del tempo sotto pena de troni 6 per ogni volta d'esser applicati all'accusatore, e Regolano

 

13

        Item, che il saltaro della campagna di Talau debba aggiongere alli altri due saltari troni [o Ragnesi] 15-9 per cadauno dovendo li tre soliti saltari guardare campagna, e vigne, e quello di Talavo averà una cova per fuogo da quelli, li quali possederano in dta saltaria terreno di semenza stara due segalla tanto foresti che terrieri, ed il sopradetto salario da pagarsi da quel di Talavo alli altri due saltati in formento. e segalla.

 

14

        Item, che quelli, li quali non possedono terreno de stara quatro semenza nel distretto di Tuenno, non possono esser astratti a detta saltaria.

 

15

        Item, che tutti li saltari (salvo quello di Talavo, che resta sole­vato solamente dal convocare Regola) debbino prontamente obedire il Regolano, e Giurati a' seconda di quanto li sarà imposto, e farà dibi­sogno sotto pena d'ogni volta, e per cadauno da carentani sie d'appli­carsi al Regolano.

 

16

        Item, che quando farà d'uoppo pignorar alcuno delinquente nelli inserti capitoli, li detti saltari siano obbligati d'andar a pignorare tutti quelli, a quali sarano mandati, e se uno ricuserà di presentare pegno ad uno d'essi saltari, di modo tale, che sia necessario uno dell'altri due, detto transgressore, e delinguente incorri nella pena da troni 6 per volta, quali abbino ad essere applicati alli detti saltari.

 

17

        Item, che quando farà dibisogno andargli tutta la Regola per pi­gnorare alcuno delinquente, quel tale sia condannato nella pena de troni 4 e mezzo per cadauna volta d'esser applicata alla Regola.

 

18

        Item, che ogni anno nel giorno di St. Marco s'abbino da ellegere per il Regolano, e Giurati due Estimatori, quali abbino ad estimare li danni, che a' loro dal padrone sarano denunciati dovendosi di salario un traer per uno, e per ogni stima di fondo per campagna, ed in montagna averano la sua opera ed il danificante sarà obligato pagare il danificato secondo l'estimo salvo la revisione del dano al danificante da farsi in tre giorni doppo l'insinuato danno, ed estimo, oltre l'altre pene inseritte nella carta Regolare.

 

19

        Item, che niuno abbi da mandare bestiami di sorte alcuna pascolando per Campagna, e quelli, che sarano ritrovati a contrafar' a' questo capitolo, incorrino nella pena da carentani sie per cadauno capo di be­stiame di qualunque sorte esser sisia d'applicarsi la metà alla Comunità e l'altra metà allo saltaro di quella Regola, nella quale sarano ritrovati li delinquenti, qual pena, s'intende dupplicata, se tali bestiami sarano di qualche forastiero, overo di note.

 

20

        Item, che se alcuno, o alcuna, sarà ritrovato a fare erba, rubar frutti, rape, grani, o altrimenti danegiar cosi in campi, come in vigne d'altri, quello o quella sia condannato nella pena di Ragnesi uno per volta d'esser aplicato un terzo all'accusatore, un terzo alla Regola e l'altro terzo alla Comunità, e sarà creduto il Padrone.

 

21

        Item, che alcuno non ardischi nella vendemia lasciar andar suoi bestiami di qualsiasi sorte per vigne d'altri, e chi contrafarà sarano punito in troni 1 per capo di bestiame, che sarà ritrovato, d'esser applicato al padrone del fondo dannificato.

 

22

        Item, se sarà ritrovato alcun Porco per campagna in qualsivoglia tempo, overo di quelli, che andarano al pascolo senza anelli tanto se sa­rano piccoli, quanto grandi, ed il padrone sia punito in troni 6 per ca­dauno di detti animali d'applicarsi al padrone del fondo, ed il Pastore di detti animali sia sempre apostato. per tutta la vendemia.

 

23

        Item, ogniuno sia tenuto al tempo della Primavera sino al St. Michele strappar li vaioni, e strupalie sotto pena da carentani sie d'esser applicato al saltaro della Regola, dove sarà il transgressore, e se sarà danificati altri fondi per causa di detti vaioni, e strupalie, il contrafaciente sarà tenuto pagar il danno al danificato, con obligo però al saltaro d'avisar' il padrone del fondo destrupato, sotto pena di pagar del proprio.

 

24

        Item, che niuno di qualsivoglia sorte non ardischi asportar stru­paie di sorte alcuna, ne spinazzi, ma nemmeno tagliare, e rovinare cose d'altrui possessione, sotto pena de Ragnesi uno per cadauna volta, e ciascheduno, che sarà ritrovato delinquente, la qual pena per un terzo spetti alla Regola, l'altro all'accusatore, ed il restante al padron dannificato.

 

25

        Item, che niuno sotto la predetta pena d'applicarsi come sopra ardischi asportare solamente, raccoglier stelle, legnami, ne foglie tanto di vigne, quanto d'altro albori, che sarano nelli fondi, e campagna d'altri.

 

26

        Item, se alcuno sarà ritrovato in orti, Chiesure, o Broli d'altri massime a dannegiare quel tale sia incorso nella pena de troni 2 per volta, la qual pena sarà dupplicata ogni volta, che il delinquente sarà ritrovato di notte d'applicarsi la metà all'inventore, e l'altra alla comunità.

 

27

        ltem, che niuno ardischi con suoi animali passati li 12 d'Aprile andare, o mandare pascolando per li prati d'altri in pena de troni uno per cadauno capo di bestiame, e cadauna volta, che sarano ritrovati d'esser applicata al saltaro, e Comunità per mettà.

 

28

        Item, che ogni uno possi usare le vie consortali nele sue emer­genze, però a meno danno.

 

29

        Item, che niuno posai far cornicli in pregiudizio d'altri, nemeno solchi per adunazioni d'aque, e chi contrafarà, sarà tenuto refare il danno al dannificato.

 

30

        Item, che quelli, che cavano terra, tanto debbano stare lontani dal confinante, quanto s'affondarano sotto pena ut supra.

 

31

        Item, che niuno ardisca cavar termini divisori sotto pena de Ra­gnesi uno per cadauno, e cadauna volta d'applicarsi alla Communità, ed il terzo all'accusatore, e se saranno cavati a caso debba manifestarlo al Regolano nel spazio di giorni tre tra particolari, e per li divisori de beni comuni in termine di mesi tre d'esser rimessi a spese proprio di quello, a cui mancarà detto termine divisorio, e nella medema pena incorerano quelli, che tenirano multi li termini non sapendone ren­der conto.

 

32

        Item, che alcuno forestiero non ardischi, nemmeno alcuno de Vicini possi condure bovi foresti nella Val­le di Tovel per condur cosa veruna, nemeno per pa­scolare sotto pena di troni 4-6 per paro di bovi d'es­ser applicata per metà alla Regola, l'altra metà alla Comunità, nella qual pena s'intendino incorsi passate le case della Villa di Tuenno verso la Valle di Tovel.

 

33

        Item, che ninno lasia fuori capre, Pegore, ed altro bestiame di qualunque sorte avanti l'aviso del Pastore, quale dovrà riceverlo al fondo della Villa, e ricondurlo sino alla casa del Spettabile sr. Udalrico Not. Quaresima, e similmente si debbano parare a casa indilatamente, quando sarano venute dalla pastura sotto pena de carantani quatro per ogni capo di bestiame d'applicarsi come sopra.

 

34

        Item, che quelli che farano carbone non possino farne se non per loro bisogno, e non per venderne, nemeno di legna di Pez, ne d'Avez, ne farne dal Ponzel dal Lago in fuori e di sotto dalla Pontara della Lora, e chi contrafarà incorri nella pena di lire cinque, cioè troni 4-6 per cadauna bena di carbone che sarà fatto, non osservato come sopra, la qual pena sarà per mettà della Regola, e l'altra mettà della Vicinia.

 

35

        Item, che niuno ardischi, ne presumi tagliar legni nelli luoghi della Valle di Tovel, che sono, e sarano ingazati sotto pena di troni 4-6 per cadauno legno, e pianto, e della perdita del medemo pianto d'applicarsi la pena per un terzo all'accusatore, ed inventore, ed il restante alla Comunità.

 

36

         Il medesimo sia fatto con quelli che ne torrano su delli sechi (eccettuati però Fovi) in detti luoghi senza a Regola.

 

37

        Item che niuno delli Vicini possa tor sù Borre per appropriarsele, nemeno altri legnami, che sarano tagliati da altri in pena de troni 2 per volta, e legno, eccettuato però quando detti legni sarano tagliati, e non sborati per anni due.

 

38

        Item parimente alcuno non possi, ne debbi tagliar legni per far dase, ma solamente quelli farano bisogno per il Brozzo, in pena do troni trè per legno, e pianto d'esser applicato come di sopra.

 

39

        Item che niuno ardischi vendere a forestieri palli di lares, deghel, Nàs, nemmeno latte, stanghe, e lattoni di sorta alcuna sotto pena de troni quatro, e mezzo per volta d'applicarsi la metta alla Regola, e l'altra mettà alla Comunità, salvo il terzo all'accusatore.

 

40

Item che niuno possi far dove fuori dell'infrascritti disegni, cioè difora dalla Gola, e di fora dalle lavinazze, item dal tovo dal Cagol dalle Beccarle in fora, nemmeno possiano farne nel slavello, ed in Val Madris sotto pena de troni quatro, e mezzo per carro di dove, che sarano fatte fuori delli soprascritti disegni e di perdere dette dove la qual pena per un terzo sia applicata alla Regola, e l'altro terzo alla Comunità, ed il resto all'accusatore, le dove poi vadino in utilità della Vicinia.

 

41

Item che non puossi cuocer più d'una calcara all'anno, e che vada di Colomello in Colomello alternatamente, e se occorrerà, che quelli d'uno delli detti Colomelli non vogliano, o non possino fare detta calcara, la renuncino al seguente Colomello, e che non se ne possi vendere fuori della Villa senza la licenza della Vicinia.

 

42

        Item che alcuno non ardischa tagliare laresi di qualsivoglia sorte nella Val di ovel dal tovo delle Taulette, e dal Lago in fuori sotto pena de troni quatro e mezzo per cadauno piede, che sarà tagliato, qual pena applicar si dovrà per un terzo alla Regola, un terzo alla Comunità, ed il restante all'accusatore.

 

43

        Item, che niuno debbi, ne possí pascolare nelli monti di Tuenno avanti la segagione sotto pena di troni uno per capo di bestiame, e volta d'applicarsi per un terzo alla Regola, un terzo alla Comunità, ed il restante all'inventore.

 

44

        Nell'istessa pena s'intendino essere incorsi quelli, che tengono li Bovi ed altri animali su nel monte di notte daneggiando nelli prati se­gati, dove è ancora il fieno a seccare, la qual pena s'applichi come di sopra.

 

45

        Item, s'alcuno sarà ritrovato segar avanti la Regola ordinata in­corri nella pena di troni quattro e mezzo per cadauna falce, come non meno incorrerano nella premessa pena quelli, che condurano il fieno avanti la Regola per ogni carro, o sii Brozo, qual pena s'applicherà un terzo all'inventore, l'altro terzo alla Regola, ed il restante alla Comunità.

 

46

        Item, che quelli che hanno prati dalle fontane, abbino facoltà di segarli un giorno avanti la Regola con una sol'opera, o sia falce.

 

47

        Item, che niuno possi, ne debbi segare, ne con altri ferri tagliare fieno, ne carezza nelli Communi, o Paludi di Tuenno senza la licenza delli Regolano, e Giurati in pena de troni quatro, e mezzo per volta se sarà con falci, e troni uno, se sarà con altri ferri d'esser'applicata per due terzi alla Communità, e l'altro terzo all'inventore qual licenza però dovrà esser data con il consenso anco della Vicinia.

 

48

        Che sempre vi sia un saltaro provisionato dalli Vicini, quale abbi da custodire li Gazi, ed andar nel mon­te due volte in settimana, ed abbi da comodar le vie in Tovello, denonciare al Regolano li Delinquenti ritrovati, ed ad ogni richiesta, e comando del Regolano abbi ad andare in detta valle per ritrovar li trasgressori, o dannificanti dalli Gazi, e subito denonziarli sotto pena di lire una, e per meglio dire troni uno per ogni volta, che mancherà in qualche conto dall'officio suo, e detto saltaro aver debba il giuramento, la qual pena s'appli­carà alla Comunità

49

        Item, che nella Regola, che si farà il giorno di santo Marco tutti quelli, che pretenderano saltarie dell'uva comparino a dimandarle, a quali si darà il giuramento di custodire fedelmente le vigne, ed uva fino alla fine di vendemia.

 

50

        Che ad alcuno non possino esser comesse dette saltarie, se prima non sarà approvato sì dalla Regola, come ancora dalli Vicini, che in detta Regola, e saltaria averano vigne.

 

51

        Se quello al quale spetterà detta saltaria non sarà sufficiente la Re­gola ne deputi un'idoneo, constituendoli condecente salario da pagarsi.

 

52

        Che quello, che non ha vigne nella saltano, non possi esser amesso a custodirla.

 

53

        Item, che se alcuno delli saltari sarà ritrovato comettere frode nella sua saltaria asportando uva, frutti, ed altre cose sia punito in troni quatro, e mezzo per ogni volta, che sarà ritrovato in fallo, e la sia dupplicata se sarà di notte, la qual pena si debba applicarsi per un terzo all'inventore, e l'altri due terzi alla Regola, e Communità.

 

54

        Che li detti saltari debbino, e siano obbligati manifestare al Rego­lano, e Giurati tutti quelli, che averano ritrovati a rubar' uva, frutti, legu­me, ed altre cose, il che non manifestandole detti saltari per ogni volta incorrino nella suddetta pena d'esser applicata come di sopra,

 

55

        Item, che quelli, che non tenerano li cani ligati al tempo del­l'uva, cioè dal giorno di Santa Maria di settembre indietro sino al fine della vendemia incorrino nella pena de troni cinque per cadauno, e per ogni volta, che alcuno de cani sarà ritrovato desligato, e se sarà di notte, la pena sia dupplicata, la quale s'applicherà per la metà alla Communità, e l'altra all'inventore.

 

56

        Item, che queli, li quali non averano vigne, e possederano qual­che una delle saltarie, non la possino rinonciare, se non quell'anno, che gli toccara d. a saltaria.

 

57

        Item, che niuno debbi, ne possi vendemiar avanti il giorno, che sarà statuito dalla Regola sotto pena de troni quatro, e mezzo per ogni volta, che sarà contrafato, d'applicar alla Communità.

 

58

        Item, se alcuno lascierà fuori bestiame di notte sia punito in troni due per cadauno capo di Bestiame, e cadauna volta.

 

59

        Item, che quando sarà chiamato uno, o più delli Vicini per qual­sivoglia causa nella regola debbi obedire, e comparire, e chi sarà ritro­vato retroso sia punito per ogni volta in troni due d'applicarsi un terzo al Regolano, un terzo alla Regola, e l'altro alla Comunità.

 

60

        Item, che quando li vicini sarano chiamati dal Giu­rato del Colomello à comodar le vie per la campagna, come pure à far le rote, e strada nella neve siano te­nuti subito obedire sotto pena de troni 2-3 per cadaun capo, ed ogni volta per cadauno, potendo il giurato rigetar quelli, che non sarano sofficienti, ed incorre­rano nella medema pena, come non meno doverano andar a far le rote in Tovel sino all'ultimo suo muchio di legna sotto pena de troni quatro, e mezzo d'appli­carsi a quelli, che obbediscono.

 

61

        Item, che il Regolano, e Giurati debbino far repa­rare, quando farà bisogno li Ponti nella Valle Tovello in pena di rifare li danni alli dannificati per loro negligenza.

 

62

        Item, che li Forastieri, che abbitano in Tuenno volendo tenere Bestiame, siano tenuti pagare troni due per cadauno capo di Bestiame, quali condane si debbino scoder' al tempo di Santo Marco, oltre la condanna da farsi cap. 96 per il godimento de beni communi.

 

63

        Item, che li Forestieri che abitano in Tuenno, e tenerano masi, o possessioni d'alcuni delli nostri Vicini ad affitto non possino godere delli Communi, se non quanto importa, e fa bisogno alla quantità del terreno, che à loro sarà locato, e se contrafarano, saranno puniti ad arbitrio del Regolano, e Giurati, e non possino far legnami di sorte alcuna per vendere fuori del distretto di detta Comtà cioè fuori della Villa sotto pena de troni quatro, e mezzo per ogni volta d'esser applicata terzi due alla Communità, ed un terzo all'Inventore.

64

        Item, che il Regolano, overo uno delli Giurati a beneficio del ben publico insieme con il sindico di Tuenno possiano (quando faccia biso­gno ed a loro parere) pesare il pane alli Pistori ed osti, e misurare Boccali, e quelli, che sarano ritrovati ingiusti di misure, e peso così del pane, come del vino, siano condannati nella perdita del pane d'esser distribuito a poveri, ed in troni 4 e mezzo per ogni volta d'esser'applicata alla Communità, e Regola, ed in caso contrario il Regolano, overo uno delli Giurati con il sindico non facesse, ne procedesse secondo il pre­messo obbligo incorrerà nella medema pena d'esser applicata alla Comunità.

 

65

        Che nitmo possi carezar per possessioni d'altri, ne traversar con bestiami senza licenza del Padrone sotto pena de troni due d'esser appli­cati alla Comunità, e Regola per cadauna volta.

 

66

        Item, che il Regolano, e Giurati, quando farano qualche dichiara­zione, per sua rigalia, e mercede abbino troni quatro e mezzo.

 

67

        Che in ogni differenza, che nascerà tra li Vicini delle cose appar­tenenti alla Regola avantichè il Regolano e Giurati facciano la sua terminazione, possino costringere le parti ed ellegersi due arbitri, che ab­bino a conoscere sopra la loro differenza.

 

68

        Item, che ogni anno nel giorno di Santo Valentino il Regolano, e Giurati in caso, che la Malga non sia affittata, ellegere dovrano due Massari della Malga softicienti - uc: gratia: un'anno due di salamna, e me­navilla, e l'altro due di Cazuffu, ed Auzinà, e così al­ternatamente, quali massari abbino il giuramento, e per sue mercedi avevano un giorno di latte per ciasche­duno d'essi Massari nel qual giorno parimente s'elle­gerano li Pastori del Bestiame.

 

69

        Item, che andando à male qualche sorte di Be­stiame da late avanti la misura, mentre però siano passato il colle di stà Emerenziana, per una capra abbi il padrone una libra di latte; se sara una vacha abbi libre tre di latte, e se andaseron à male doppo la mesura il Padrone abbi tutto il latte, che s'averà misu­rato, o pesato al tempo della misura.

 

70

        Item, che li Massari di Malga finito il loro officio debbaro render conto al Ragolano, e Giurati della loro amministrazione.

 

71

        Item, che quelli, che tenerano il somenzale dell'armente siano tenuti presentarlo buono, e sufficente al primo di Marzo.

 

72

        Item, se alcuna bestia s'infermasse nella malga li Pastori siano tenuti di subito denonciarlo al Padrone, e morendo levargli la pelle.

 

73

        Item, che perdendosi qualche sorte di bestiame per espressa negligenza de Pastori, loro siano tenuti pa­gar intieramente secondo il valor di quelle.

 

74

        Item, che se alcuno di quelli, che hanno il giuramento di tener la raggione del Commune sarà ritrovato deliquente in alcuno delli capitoli nella presente carta Regolare contenuti, incorri nel doppio della pena la quale si debba applicare la metà all'accusatore, e l'altra alla Commu­nità d'esser tolta irremisibilmente.

 

75

        Item, che niuno ardischi occupare vie Communi, ne vicinali ridi, ne aque, e se alcuno sarà ritrovato contrafare sia punito in troni quatro e mezzo per volta d'applicarsi come sopra, ed a lasciare subito quello. che avrà occupato.

 

76

        Item, che niuno posai condur'aque per le vie publiche in pena di troni tre per volta, che sarano ritrovati, la qual pena sarà mettà della Regola, e Comunità.

 

77

        Item, che s'abbi da mantener un monego o due quall'abbiano da servire, e tener'in ordine la Chiesa di Sta. Orsola neta, e monda, ed alli tempi debiti suonare la messa, vespri, il boto dell'Ave Maria di mat­tina, mezzo giorno, e sera, alli motorii, ed Anniversarii, ed in ogni occo­renza di tempo cattivo, al quale sia dato il salario condecente.

 

78

        Item, che morendo qualche sorte di Bestiame il Padrone sia tenuto portarlo in qualche luogo remoto, e sotrarlo, in maniera, che non renda puzzone in pena di troni tre per volta, e capo d'esser applicati alla Regola.

 

79

        Item, che in qualunque giorno si possi convocare, e fare la Regola a beneplacito de Vicini.

 

80

        Item, che ogni anno li sindici delle Chiese di Sta Orsola, Sto Ni­colò, e Santa Emerenziana debbano rendere raggione della loro ammi­nistrazione, e come dal capo 87.

 

81

        Item, che ogni anno elleger si debba per ogni fontana il suo sovrastante, a quale s'incarichi il governo della sua fontana.

 

82

        Item, che per l'affitti si della Comunità, come di quelli della messa quotidiana, si possa proceder Regolarmente da troni dieci in giù.

 

83

        Item, che tutte le pene contenute nella presente carta Regolare s'intendino dupplicate ogni volta, che il dano sarà commesso da Fora­stieri, overo di notte.

 

84

        Item, che in tutti li capitoli di questa Regola Carta, s'intenda sem­pre, che ogni danificante sia obbligato pagare il danno al dannificato secondo l'estimo, che sarà fatto dalli estimatori che in quel tempo sarano.

 

85

        Item, che ciascheduno Padre di famiglia sia tenuto per il figliolo, e ciascheduno della sua famiglia alle pene predette.

 

86

        Item, che niuno forestiero possi andare nelle mon­tagne, e Pascoli della Comunità di Tuenno passando per li nostri Comuni massime con Bestiame di qualsi­voglia sorte sotto la pena de troni uno per cadaun carro, e troni uno per cadaun Cavo grosso, e picolo d'applicarsi un terzo all'Inventore, un terzo alla Co­munità, e l'altro terzo alla Regola e come meglio del cap: 93.

 

87

        Item, che ogni anno li sindici delle Chiese non possino ne sii lecito a loro di far spesa eccedente Ragnesi dieci per cadauna Chiesa senza il consenso del Pubblico, sotto pena di pagar del proprio. Come pure alla resa de conti dovrà intervenire il Regolano, e deputato, a quali gli sarà pagato dalla Comunità per suo impiego e salario troni uno e mezzo per cadanno avisato però il Publico dal sr. Curato all'Altare.

 

88

        Che per l'avenire per scansare litiggi in ordine anche a quanto dispongono le leggi, ordiniamo che le femine non possino doppo la morte de Genitori ereditar beni Comunali salvo la più Giovane, e quella solo in vita sua, e non più.

 

89

        Che non sii lecito tirare le cause Regolari ad altri Giudicii avanti che la Regola abbi fatto la sua deliberazione in pena de troni quatro per cadauna volta, e cadauno d'esser'applicata la mettà alla Comunità e l'altra mettà alla Regola salvo il ricorso a sua Em.za Reved.ma e suo Ecc.so Consiglio.

 

90

        Che tutti quelli tengono bestiame da latte siano tenuti pararli con le solite Vogare, ed al tempo li Malga mandarle in quella - sotto pena de troni 4 - 6 per cadauno capo di bestiame d'applicarsi come sopra.

 

91

        Che in avenire come per il passato per togliere ogni disordine sian scritti in Regola sul libro Communale tutte le regolar deliberazioni dal pr. Attuario a questo effetto deputato con concedente salario, anco li decreti della Regola qual salario sana de Ragnesi cinque annuali.

 

92

        Suole frequentemente accadere, che li vicini in par­ticolare addimandano licenza di tagliare legnami da fabrica sotto pretesto di restaurare le loro case, poi tagliati quando à loro piace li vendono occultamente a Forastieri in grave dano, ed esterminio delle selve in­gazate, e peró tali licenze in avenire debbino spirare fra il corso d'un anno doppo ottenute, ingiongendo obligo a tali subito fatto il taglio insinuarsi al Regolano in qual sito l' abbino fatto, e per fare le cose ordi­natamente sarà tenuto il Regolano con suoi Giurati d'anno in anno nel mese di Giugno andare nelle case di quelli, che ottenneron tali licenze à fare la dovuta inspezione, se detti legni sono stati posti in opera, ed in ogni caso farsi dar conto ove s'atrovino, e se forse ancor non condotti far nello stesso tempo visitarli dal gazaro, e se tal' uno di quei Vicini verrà scoperto de­linquente sarà punito in Ragnesi uno per ogni legno mancante d'applicarsi all'Eccelso Fisco salvo uno alla Communità, e successivamente il tutto doverassi registra­re nel sodetto libro Comunale, ingiongendo anche al Regolano, che sarà pro tempore, poi Giurati un Ra­gnese per cadauno di pena; e cadauna volta, che man­charano a tale sua incombenza d'applicarsi come sopra, ed all'incontro dta Regola essendo diligente nel fare le cose soddete averà di Regalia in cadaun' anno ca­rarantani sei per cadauno dalla Comunità.

 

93

        Attesa la difficultà che si prova di continuo nel fre­nare li forestieri, che vanno daneggiando nelle selve, e Communi di Tuenno per la pena leggiera altresì comminatagli, e però sarà punito in troni dieci per ca­dauna volta quel tale, che sarà ritrovato danneggiante, e se il delitto verrà commesso in taglio di legni da dasa s'osservarà la pena del cap. 83 = oltre la perdita d'essi legni d'applicarsi alla Camera Fiscale rispetto metà, e l'altra metà al Commune, salvo sempre il suo terzo di tutta la pena all'Accusatore, Inventore, e Ga­zaro, e sarà lecito a detta Communità anche mediante un solo, o più de suoi saltari, o altre persone di Tuen­no pignorare, e prender pegno à Forestiere delinquenti (che abitano in case contade) in qualunque giorno s'ar­ritroverano nel nostro distretto per conseguimento del­la pena che si meritano, o si meritarano oltreché possi essa Communità levare impunemente detti Legni mal tagliati ove s'arritroverano sarà raddoppiata la pena se di notte.

 

94

        Che non sii lecito intentar'azioni Regolari, anche concernenti il danneggiar le Campagne, selve, boschi, e comuni di Tuenno avanti niun'altro Giudicio, se non doppo la dichiarazione della regola, ne da qualsivoglia Giudice accettate in pena della nullità di qualunque atto salvi quelli casi, ove concorresse il consenso della Comunità di lasciarle altronde intentare. Sotto pena d'un Ragnes alla Comunità cap. 89.

 

95

        Poichè abbiamo nel cap. 64, che il Regolano e sindico possino a loro piacere pesare il pane del fontico, ed osterie, e misurare li boccali nella Villa di Tuenno, ma d'alcun tempo in qua rispetto al misurar detti vasi da vino non viene dal Regolano praticato, ma bensi dal sottocapitano della Corte di Cles, perciò in avenire detto capitolo averà il suo antico valore, e verrà osservato sotto le medeme pene senza pregiudizio dell'ispesione dell'officio Assessorio, rispetto poi alli altri vasi ed orde­gni si da vino, che grano possi a beneplacito del Commune il Regolano misurar, e bollar in qualunque tempo, e masime quando verrà dato fuori il bol generale dell'Illmo Magistrato di Codeste Valli li premese ordegni da vino ed anco la particha.

 

96

        Che niuno forastiero, che avesse pensato accasarsi in Tuenno non sii ricevuto, se non pagherà alla Communità nell'entrata Ragnesi venti, ed averà attestati veridici de suoi beni portamenti, e quelli poi dovrano pagare le solite colette discretamente da farsi d'anno in anno secondo il solito praticato. Cioè secondo li danni che verrano datti dalli medemi, e secondo la loro possibilità.

 

97

        Che il Regolano ordinatogli in puhlica Regola dalla Vicinia possa  far comettere a qualunque non solo de Vicini, ma ben'anco de Foresti la pena de troni quatro, e mezzo d'applicarsi un terzo al saltaro, o sii inventore, ed il rimanente al Regolano.

 

98

        Che non sia lecito à vicini vender, ne condur, ne lasciar condur via legna da foglia di qualunque sorta fuori della Villa di Tuenno più di dodici perghe, per cadauna carga, e non più, e tanto più non ardischino vendere zochi fuori del distretto della Comtà à motti­vo della scarsezza della premessa sorta di legna, e gran danno, che vien apportato alle selve, e ciò sotto pena de troni quatro, e mezzo per cadaun carro, ed ogni volta d'applicarsi un terzo alla Communità, un terzo alla Regola, e l'altro all'Inventore, ed accusatore.

 

99

        Nella premessa pena incomino li Foresti, che ar­dirano venderne legna fuori della Villa di Tuenno.

 

100

        Che li saltari della Campagna, che pro tempore sarano, aiutar debbino a suonar si di notte, che di giorno per li tempi all'aviso che gli verrà dato dal monego sotto pena de troni un per cadauno, e cadauna volta d'applicarsi al monego, e suoi aiutanti.

 

101

        Che il Regolano finito il suo regimento doppo la resa dei conti della sua amministrazione in quel luogo più opportuno, che dalla Vici­nia in publico congresso Regolare sarà stabilito, consegnarà subito il suo libro, overo la copia di quello da registrarsi nella casela apostata da parecchi anni nella sagrestia della Chiesa di Sta Orsola, come non meno dovrano esser registrati tutti l'originali delle scritture autentiche, le copie de quali descrite in un libro si consegnano al Regolano, accio col trato del tempo non s'ammettino.

 

102

        Che ogni anno all'elezione del Regolano siano elletti quattro sovra­stanti al luogo, quali debbino col giuramento invigilare per tutte le case da visitarsi, che sotto, sopra, all'intorno delle cucine, ed altrove non vi sia pericolo d'incendio sotto la pena da farsi dalli sorastanti alli trovati delinquenti fino ad un Ragnes d'applicarsi alli medemi sorastanti premesse le comisioni dai saltari di tener netto all'ingresso del Regolano.

 

103

        Che li Forestieri non possino boschegiar se non nelli siti e monti da assegnarseli dalla Commtà essendo per ora destinatoli dal Tov Caurin fino alla Val Risech sotto pena de troni quatro, e mezzo d'applicarsi alla Comtà, Regola, ed accusatore.

 

PRIMO

        Volendo ovviare alle frodi, che potrebberon essere commesse dalli Vicini, ed abitanti in Tueno, che bo­schegiano, e conducono legna per esteri, che non abi­tano nella Villa di Tueno, e che hanno il Jus di bo­schegiare nella Valle di Tovel.

        E però in avvenire resterà proibito à cadauno de Vicini, e Foresti abitanti in Tueno il poter boschegia­re, e condure legna, e legnami dalla Valle di Tovel. E per li medemi esteri sotto pena de ragnesi dieci per cadaun contrafaciente, e per cadaun carro d'applicarsi un terzo all'Eccelsa Camera Fiscalizia un terzo alla Commtà, e l'altro all'inventore e Regola.

 

SECONDO

        Che niun Foresto ardisca, e ne tan poco alcuno de Vicini senza insinuarsi dal Regolano, che pro tempore sarà, entrare in detta Valle con bovi Foresti sotto pena de troni 10 per cadaun paro d'applicarsi per un terzo alla Venb Chiesa di sta Orsola, e l'altri due alla Regola, ed Inventore.

 

TERZO

        Che ritrovandosi qualche capo di bestiame Foresto pascolando, e danegiando nella Valle di Tovel, e beni Comuni di Tuenno incorra nella pena di troni 10 per cadun capo di bestiame da applicarsi come sopra secondo il caplo 93 per melior specificazione.